Cultura · la sezione che non promette novità
Non è una
rivista culturale.
È quello che
si porta in classe.
Qui non pubblichiamo recensioni né rubriche: su quel terreno non abbiamo niente da aggiungere. Teniamo invece ciò che a un docente serve davvero — le ricorrenze civili che la scuola deve osservare, con la legge che le istituisce — e gli archivi di quello che abbiamo già scritto.
In tre righe
- Cultura sta nel piè di pagina, non nella barra del menu: è una decisione, non una dimenticanza.
- Le ricorrenze che elenchiamo hanno tutte una legge alle spalle. Le altre, che pure circolano, non ci sono.
- Gli archivi si aprono per argomento e senza date: quei contenuti non sono stati rivisti e non fingiamo il contrario.
- Dove sta nel sito
- Piè di pagina, non nella barra
- Ricorrenze con una legge
- elencate qui
- Ricorrenze senza legge
- non elencate
- Archivi
- quattro, per argomento
- Contenuti rivisti
- nessuno, ed è dichiarato
Che cosa ci sta, e che cosa no
Perché non è nel menu principale
La barra ha sette voci, e ognuna deve portare a qualcosa che risponde a un bisogno preciso. Cultura non ne ha uno: è un contenitore di materiali eterogenei. Metterla in barra avrebbe tolto spazio a ciò che serve davvero e avrebbe promesso una rubrica che non abbiamo. Sta nel piè di pagina, dove chi la cerca la trova.
Che cosa ci teniamo
Il calendario civile — le giornate che la scuola osserva per legge, con gli estremi della legge — e gli archivi di quello che abbiamo pubblicato negli anni. Il primo è materiale di lavoro; i secondi sono patrimonio esistente, non novità.
Che cosa non ci mettiamo
Recensioni, rubriche di attualità culturale, contenuti di riempimento. Non perché siano privi di valore, ma perché lì non abbiamo un vantaggio verificabile: il nostro metodo — l’atto, l’articolo, il comma — non si applica a una recensione. Meglio non entrarci che entrarci male.
Il collegamento con la Didattica
Il calendario civile non è decorativo: si incrocia con l’insegnamento trasversale di educazione civica e con i suoi nuclei concettuali. Chi progetta le 33 ore annuali trova qui delle date con una fonte, non un elenco copiato.
Le ricorrenze che hanno una legge dietro
Nelle scuole circolano decine di «giornate». Alcune sono istituite da una legge dello Stato e la scuola è nominata esplicitamente; altre nascono da circolari, da organismi internazionali o da iniziative private. Non è la stessa cosa, e la differenza conta quando si programma un consiglio di classe. Qui elenchiamo solo le prime, con gli estremi.
- 27 gennaio Giorno della MemoriaIstituito dalla legge 20 luglio 2000, n. 211. L’articolo 1 fissa la data nel giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani deportati, e anche coloro che si opposero allo sterminio salvando altre vite. L’articolo 2 prevede cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione e riflessione «in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado»: la scuola è nominata dalla legge, non aggiunta per prassi.
- 10 febbraio Giorno del RicordoIstituito dalla legge 30 marzo 2004, n. 92, per conservare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
- tutto l’anno Prevenzione di bullismo e cyberbullismoLa legge 29 maggio 2017, n. 71, modificata dalla legge 17 maggio 2024, n. 70, affida alla scuola compiti di prevenzione e contrasto. Non è una ricorrenza da celebrare in un giorno: è un obbligo che attraversa l’anno, e rientra fra le aree dei laboratori formativi previsti per i docenti in anno di prova.
Perché l’elenco è così corto
- Perché contiene solo ciò che abbiamo verificato sul testo di legge. Le altre ricorrenze le aggiungeremo mano a mano che le controlliamo, non prima.
- Molti calendari scolastici in circolazione mescolano leggi dello Stato, giornate internazionali e iniziative di associazioni, presentandole tutte allo stesso modo. Per chi deve giustificare una scelta didattica, la differenza è sostanziale.
- Se conosci una ricorrenza istituita per legge che qui manca, segnalacela: la verifichiamo e la aggiungiamo con la fonte.
Quello che abbiamo pubblicato negli anni
Come nella sezione Didattica: ingressi per argomento, senza date. Sono raccolte di contenuti esistenti, non novità, e preferiamo dirlo che far finta del contrario.
Gli articoli della sezione
Dal più recente. Le date sono quelle vere di pubblicazione: qui dentro c’è anche materiale d’archivio, e preferiamo dirlo.
Fonti di questa pagina
Legge 20 luglio 2000, n. 211— istituzione del «Giorno della Memoria»: articolo 1 (data e finalità) e articolo 2 (iniziative, «in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado»). Testo scaricato e archiviato.Legge 30 marzo 2004, n. 92— istituzione del «Giorno del Ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.Legge 29 maggio 2017, n. 71, come modificata dallaLegge 17 maggio 2024, n. 70— prevenzione e contrasto di bullismo e cyberbullismo.DM 183 del 07/09/2024— Linee guida per l’educazione civica: è il documento con cui questo calendario si incrocia. Vedi la sezione Didattica.
