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Aggiornamenti graduatorie

Posti residui sostegno: gli elenchi sono online, e dove li abbiamo letti la secondaria non ha un posto

Gli Uffici scolastici devono pubblicarli entro le 10:00 del 14 agosto, ma molti lo hanno fatto l'11, il 12 e il 13. Non esiste un elenco nazionale: si guarda il sito del proprio Ufficio. Emilia-Romagna 45 posti in due province su nove, Genova 169 tutti di primaria, Verbano 50 fra infanzia e primaria.

Redazione MondoIstruzione 14 Agosto 2026

La circolare impone agli Uffici scolastici di pubblicarli entro le 10:00 di oggi, ma molti lo hanno fatto l’11, il 12 e il 13 agosto. Non esiste un elenco nazionale: si guarda il sito del proprio Ufficio. E negli elenchi che abbiamo letto i posti stanno tutti nell’infanzia e nella primaria: sui due gradi della secondaria, zero.

Oggi alle 14:00 si aprono le istanze della mini call veloce per il sostegno. Le domande si presentano su posti che gli Uffici scolastici pubblicano prima di quell’ora, ciascuno sul proprio sito: sono le sedi rimaste vuote quando la graduatoria provinciale di prima fascia si è esaurita. Chi presenta domanda senza averli guardati sta scegliendo una provincia senza sapere se in quella provincia, per il suo grado di scuola, ci sia un solo posto.

Molti Uffici li hanno già pubblicati, alcuni con quattro giorni di anticipo. Qui c’è dove si trovano, che cosa contengono davvero negli atti che abbiamo letto, e perché leggerli prima di premere invio cambia la decisione.

La regola, e l’ora esatta

L’obbligo non sta nell’avviso di questi giorni ma nella circolare ministeriale prot. n. 11814 del 6 maggio 2026, al paragrafo sull’effettuazione della fase interprovinciale. La frase è questa:

All’esito della procedura sopra descritta, gli Uffici pubblicano sui rispettivi siti internet istituzionali le sedi rimaste vacanti in ogni grado di scuola, a seguito dell’esaurimento della relativa GPS, entro le ore 10.00 del 14 agosto 2026.

Tre cose vanno lette con attenzione in quelle righe.

«Entro» è un tetto, non un orario di uscita. Non significa che gli elenchi compaiano tutti alle 10:00: significa che a quell’ora devono esserci. Diversi Uffici hanno pubblicato prima — l’ambito di Perugia il 10 agosto, il Verbano Cusio Ossola l’11, l’Emilia-Romagna il 12, Lombardia, Liguria e Lazio il 13. Chi ha aspettato stamattina per cominciare a cercare ha perso quattro giorni di tempo per ragionare.

«Sui rispettivi siti» vuol dire che un elenco nazionale non esiste. Non c’è una pagina del Ministero che li raccolga: ogni Ufficio pubblica i propri, e il documento che conta per la vostra domanda è quello dell’Ufficio della provincia che volete indicare, non quello di un’altra.

«In ogni grado di scuola» non promette che ogni grado abbia posti. Vuol dire che l’elenco copre tutti i gradi; se per un grado non c’è nulla, lì l’elenco è vuoto o quella riga non compare affatto. È esattamente quello che si vede negli atti letti finora.

Che cosa dicono gli elenchi che abbiamo letto

Abbiamo aperto gli atti di quattro Uffici, in quattro regioni diverse, e contato i posti riga per riga.

Emilia-Romagna: 45 posti in tutta la regione, in due province su nove. L’Ufficio scolastico regionale ha pubblicato il 12 agosto un avviso, firmato dal direttore generale Bruno E. Di Palma, con la tabella completa delle disponibilità provinciali. Il totale regionale è di 45 posti, e stanno in due sole province: 42 a Piacenza (2 nell’infanzia e 40 nella primaria) e 3 a Reggio Emilia (primaria). Nelle altre sette — Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna, Rimini — la riga è zero su tutte le tipologie.

Genova: 169 posti, tutti di scuola primaria. L’elenco dell’ambito di Genova, prot. n. 15797 del 13 agosto, è una tabella scuola per scuola: 38 istituti, e la somma delle disponibilità fa 169, cioè il numero che l’Ufficio stesso indica sulla propria pagina. Ogni singola riga porta la stessa dicitura: ADEE — sostegno scuola primaria, sostegno psicofisico. Nell’elenco non compare nessun posto di infanzia, né di secondaria di primo o secondo grado.

Verbano Cusio Ossola: 50 posti, e si vede in quali scuole. Pubblicato l’11 agosto in PDF e in foglio di calcolo, l’elenco ha due sezioni e nessuna terza: 7 posti nella scuola dell’infanzia e 43 nella primaria, uno per riga, con il nome dell’istituto accanto — Bagnolini di Villadossola, Testore di Santa Maria Maggiore, Fogazzaro Rebora di Stresa, Trobaso e Pallanza a Verbania, e così via.

Perugia: zero, e scritto a parole. C’è anche il caso opposto, e conviene sapere che esiste, perché per chi lo riceve è una risposta definitiva. L’ambito territoriale di Perugia ha pubblicato il 10 agosto, il più presto fra gli atti che abbiamo letto, un avviso di poche righe, prot. n. 16383, firmato dal dirigente Fabrizio Fratini: conclusa la fase provinciale, non residuano posti di sostegno nella provincia di Perugia da destinare alla procedura in parola. Nessuna tabella e nessun allegato da interpretare: in quella provincia, per la mini call, non c’è niente.

Dove gli Uffici dichiarano un totale, la somma delle righe lo conferma: non abbiamo stimato niente e non abbiamo sommato elenchi di regioni diverse per farne un totale nazionale, che nessuno ha ancora pubblicato.

Il dato che si ripete: sulla secondaria non c’è nulla

Nei quattro atti letti, dove ci sono posti stanno soltanto nell’infanzia e nella primaria. L’Emilia-Romagna lo scrive nel modo più esplicito possibile, con due colonne di zeri: ADMM zero e ADSS zero in tutte e nove le province, cioè nessun posto né nella secondaria di primo grado né in quella di secondo. A Genova e nel Verbano quelle tipologie non compaiono nemmeno come sezione, e a Perugia non c’è nulla per nessun grado.

Va detto con precisione che cos’è questo dato e che cosa non è: è quello che risulta in quattro Uffici su circa cento, scelti perché avevano già pubblicato e perché i loro atti erano leggibili. Non è una fotografia nazionale, e non autorizza nessuno a concludere che nella propria provincia sia così. La regola per il lettore resta una sola: conta l’elenco del proprio Ufficio, e va aperto.

Attenzione al numero che gira: «sei regioni a zero» non è un atto

In questi giorni circola, ripreso da più parti, un elenco di sei regioni con zero posti su tutte le tipologie, Emilia-Romagna compresa. Quella lista è del 7 agosto: è una previsione formulata mentre le operazioni provinciali erano ancora in corso, e le operazioni provinciali sono precisamente ciò che determina quanti posti restano.

L’atto dell’Emilia-Romagna, pubblicato cinque giorni dopo, dice 45. Sono pochi, e in sette province su nove sono davvero zero: ma 45 non è zero, e per chi insegna a Piacenza la differenza è tutta lì. Vale anche il contrario: nessuno può rassicurare chi sta in una regione i cui elenchi non abbiamo letto. Le previsioni della settimana scorsa non hanno più valore: gli atti ci sono.

Perché l’elenco va letto prima della domanda

Qui sta il motivo per cui questi documenti non sono un dettaglio burocratico, e riguarda il modo in cui la procedura è costruita.

Nella domanda si indica una provincia — o più province della stessa regione — e non una scuola: lo stabilisce l’articolo 4, comma 7, del decreto ministeriale n. 111 del 6 giugno 2024. La sede arriva dopo, e la sceglie l’amministrazione. E il comma successivo, l’8, aggiunge la conseguenza che pesa: per chi partecipa a questa fase, l’assegnazione di una provincia indicata nella domanda comporta l’accettazione della sede che verrà individuata successivamente in quella provincia.

Si accetta cioè una scuola che al momento della domanda non si conosce. L’elenco pubblicato dall’Ufficio è l’unico modo di sapere in anticipo quali scuole possono essere: dove l’Ufficio lo pubblica sede per sede, come nel Verbano e a Genova, i nomi degli istituti sono lì, e si possono leggere prima di decidere se quella provincia va bene. Un posto in una scuola a due ore di strada e un posto sotto casa, nella domanda, sono la stessa casella.

C’è poi un secondo effetto, ed è il più pesante: l’assegnazione preclude il conferimento delle supplenze di cui all’articolo 2, comma 5, lettere a), b) e c) dell’Ordinanza ministeriale, per qualunque classe di concorso o tipologia di posto. Non solo sul sostegno: per tutto.

Su questo punto conviene essere precisi, perché è facile capirlo al rovescio: l’esclusione dalle supplenze segue l’assegnazione, non la presentazione della domanda. Chi presenta istanza per una provincia dove per la sua tipologia non c’è nessun posto non viene assegnato, e quindi non perde nulla. Chi invece viene assegnato ha accettato in anticipo, e allora l’elenco che poteva leggere oggi era l’unica informazione disponibile su dove sarebbe finito.

Le date e il portale: due errori che circolano ancora

La chiusura è il 19 agosto, non il 18. La circolare di maggio indicava le 12:00 del 18; l’avviso prot. n. 20362 del 5 agosto 2026 ha fissato la chiusura alle 12:00 di mercoledì 19 agosto. È un giorno in più, che il Ministero non ha annunciato come proroga: diverse testate riportano ancora la data vecchia.

La domanda si presenta su INPA, non su Istanze on line. L’avviso è esplicito: le istanze si presentano esclusivamente in modalità telematica … attraverso il portale INPA, raggiungibile all’indirizzo www.inpa.gov.it. La confusione ha una ragione precisa, e vale la pena conoscerla: lo stesso avviso chiede inoltre di essere abilitati al servizio «Istanze on line». POLIS è un requisito da avere, non lo sportello dove si consegna la domanda. Chi scambia il requisito per il canale il 14 agosto cerca l’istanza dove non c’è.

Per tutto il resto — chi può presentare domanda, che cosa si dichiara, come si arriva al ruolo, i cinque giorni per accettare la sede — resta valido quanto scritto nel nostro articolo sulla mini call veloce del 14-19 agosto.

In sintesi

  • Dove: sul sito dell’Ufficio scolastico della provincia che vi interessa. Non esiste un elenco nazionale.
  • Quando sono usciti: l’obbligo è entro le 10:00 del 14 agosto, ma molti Uffici hanno pubblicato il 10, l’11, il 12 e il 13.
  • Che cosa contengono: le sedi rimaste vacanti dopo l’esaurimento della GPS di prima fascia, spesso scuola per scuola. Alcuni Uffici pubblicano invece poche righe per dire che non ne restano.
  • Negli atti che abbiamo letto: Emilia-Romagna 45 posti (42 Piacenza, 3 Reggio Emilia, zero nelle altre sette province); Genova 169, tutti di primaria; Verbano Cusio Ossola 7 infanzia e 43 primaria; Perugia nessuno. Secondaria di primo e secondo grado: zero.
  • Perché leggerli prima: nella domanda si indica una provincia, e l’assegnazione comporta l’accettazione di una sede ancora ignota. L’elenco è l’unico modo di sapere quali sedi possono essere.
  • Poi: istanze su INPA dalle 14:00 di oggi alle 12:00 del 19 agosto.

Le fonti di questo articolo. Circolare del Ministero dell’istruzione e del merito, Direzione generale per il personale scolastico, prot. n. 11814 del 6 maggio 2026, paragrafo sull’effettuazione della fase interprovinciale, per l’obbligo di pubblicazione entro le ore 10.00 del 14 agosto 2026. Avviso della medesima Direzione, prot. n. 20362 del 5 agosto 2026, per date, portale e requisiti di accesso. Decreto ministeriale n. 111 del 6 giugno 2024, articolo 4, commi 7 e 8. Per i numeri: avviso dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna del 12 agosto 2026 (prot. n. 31964); elenco delle disponibilità dell’ambito territoriale di Genova, Ufficio scolastico regionale per la Liguria, prot. n. 15797 del 13 agosto 2026; elenco dei posti disponibili dell’ambito territoriale del Verbano Cusio Ossola, pubblicato l’11 agosto 2026; avviso dell’ambito territoriale di Perugia, prot. n. 16383 del 10 agosto 2026. Dove gli Uffici dichiarano un totale, i conti sono stati rifatti riga per riga e coincidono. L’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia ha pubblicato le proprie disponibilità il 13 agosto 2026 (avviso n. 958, prot. n. 43819) in dodici file provinciali distinti, che non sono stati conteggiati qui. Non esiste, alla data di pubblicazione di questo articolo, un totale nazionale dei posti residui: chiunque lo affermi lo sta stimando.

Ogni contenuto normativo riporta il riferimento ufficiale. Se trovi un errore, segnalacelo: le correzioni si pubblicano, non si nascondono.