lunedì 7 Settembre 2026
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Rassegna AI

I computer stanno rincarando fino al 40%, e a settembre le scuole hanno ordini da fare e fondi da spendere

Le memorie sono aumentate fra l'80% e il 500% e i portatili sono attesi fino al 40% più cari entro fine anno: chi ha acquisti programmati per l'avvio dell'anno scolastico ha convenienza a chiuderli adesso, controllando fino a quando è valido il prezzo indicato nell'offerta. Nella stessa giornata un ateneo ha pubblicato il proprio regolamento sull'uso dell'intelligenza artificiale, ed è il documento che a settembre servirà a ogni collegio dei docenti.

Asterope 4 Agosto 2026 aggiornato il 25 Agosto 2026

Rassegna AI del 4 agosto 2026: I computer stanno rincarando fino al 40%, e a settembre le scuole hanno ordini da fare e fondi da spendere

Agosto è il mese in cui le scuole firmano gli ordini che serviranno a settembre, e la prima notizia di oggi riguarda proprio quelli. Le memorie dei computer sono rincarate fino al 500% e i portatili sono attesi fino al 40% più cari entro fine anno, perché la produzione mondiale sta andando nei data center dell’intelligenza artificiale. Se avete acquisti programmati per l’avvio delle lezioni conviene chiuderli adesso, guardando due righe dell’offerta che di solito nessuno legge: fino a quando il prezzo è valido e se la merce è davvero disponibile.

La seconda notizia è quella che vi risparmia più lavoro. Un ateneo pubblico ha approvato il proprio regolamento sull’uso dell’intelligenza artificiale fra didattica, ricerca e uffici, con l’obbligo di dichiarare quando uno strumento è stato usato e con un elenco chiaro di ciò che non si fa mai. È la traccia che serve a un collegio dei docenti per arrivare a settembre con un documento invece che con una discussione, e la parte dei divieti si può riprendere quasi parola per parola.

Le altre tre parlano di soldi e di dati. Una spiega perché un modello regalato non è un sistema gratuito, e quale domanda chiude da sola la maggior parte delle proposte che vi arriveranno. Una riguarda dove finiscono materialmente i dati che affidate ai fornitori, che per chi tratta dati di minori è una riga da avere nel contratto. L’ultima, va detto subito, con l’amministrazione dell’istituto non c’entra quasi nulla: riguarda i vostri studenti maggiorenni, ed è materiale buono per un’ora di educazione civica fatta a settembre invece che a maggio.

Acquisti

Le memorie rincarano fino al 500%, e i portatili che ordinerete per l’avvio dell’anno costeranno di più

La corsa ai data center per l’intelligenza artificiale ha assorbito quasi tutta la produzione mondiale di memorie, e i listini sono saliti fra l’80% e il 500% a seconda del tipo di componente. Tre soli produttori, Samsung, SK Hynix e Micron, coprono la quasi totalità dell’offerta. Secondo le stime di TrendForce citate nell’articolo i computer portatili possono arrivare a costare fino al 40% in più entro la fine del 2026, e il ritorno a prezzi normali non è atteso prima del 2027. I primi effetti sono già visibili: nei giorni scorsi sono comparse difficoltà di fornitura sui portatili di Apple, e alcune grandi aziende hanno indicato il costo delle memorie fra le ragioni dell’aumento dei propri investimenti.

Il commento. Questa notizia arriva nel mese sbagliato e per questo va letta subito. Ad agosto molte scuole hanno determine da chiudere, fondi residui da impegnare e ordini programmati per l’avvio delle lezioni: se fra questi c’è un carrello di portatili, di tablet o di postazioni per il laboratorio, il momento buono per firmare è adesso e non a ottobre. Un 40% su venti macchine è una cifra che non si recupera da nessuna altra parte del programma annuale. La cosa da controllare, e sfugge quasi sempre, è la validità dell’offerta. Nelle procedure telematiche le offerte hanno una scadenza indicata, e in un mercato che sale quella riga smette di essere una formalità: se il fornitore la fissa a pochi giorni, vi sta dicendo che si aspetta altri rialzi. Stessa attenzione ai contratti di noleggio in scadenza, dove il rinnovo tacito ai prezzi del momento è un aumento già firmato. Un’ultima avvertenza per chi ha finanziamenti con scadenza di rendicontazione. Il rischio qui non è solo pagare di più: è ordinare a settembre e ricevere a dicembre, perché la merce non c’è. Se una spesa deve risultare consegnata e collaudata entro una data precisa, chiedete ai fornitori la disponibilità effettiva a magazzino e fatevela mettere per iscritto nell’offerta, non al telefono.

D.R.

Fonte: Key4biz

Regolamenti

Un ateneo scrive nero su bianco come si usa l’AI fra didattica e uffici, e il testo è già pronto da adattare

L’Università di Modena e Reggio Emilia ha approvato un regolamento sull’uso dell’intelligenza artificiale che riguarda insieme la didattica, la ricerca e l’amministrazione, accompagnato dalla distribuzione di oltre 30.000 licenze di strumenti messi a disposizione dall’ateneo. Il principio dichiarato è che questi sistemi possono sostenere il lavoro di studenti, docenti e ricercatori senza sostituire il pensiero critico e la responsabilità individuale. Chi li usa deve dichiararlo, indicando finalità ed estensione, e i contenuti generati devono restare riconoscibili; i docenti stabiliscono nei propri programmi che cosa è ammesso, e l’uso durante le prove d’esame richiede un’autorizzazione esplicita. Sono vietati la sostituzione del giudizio umano nella valutazione delle persone e nelle selezioni, le decisioni amministrative prese in autonomia da un sistema, il riconoscimento delle emozioni di studenti e personale e l’inserimento di dati personali o documenti riservati in strumenti non autorizzati.

Il commento. Questo è il documento che al vostro istituto serve entro settembre, ed è già scritto. Non per copiarlo così com’è, ma perché risolve il problema che blocca quasi tutti i collegi: da dove si comincia. Si comincia da tre elenchi, e sono gli stessi che trovate qui: quali strumenti sono autorizzati, che cosa è permesso farci, che cosa non lo è mai. La parte che vale identica per una scuola è quella dei divieti, e ha un fondamento normativo preciso che conviene citare in delibera. Nessun giudizio su uno studente prodotto da un sistema e firmato da un docente senza averlo rifatto per intero. Nessun dato di alunni, famiglie o personale dentro strumenti che l’istituto non ha autorizzato, e questo comprende gli account personali gratuiti usati la sera a casa per preparare il lavoro del giorno dopo. Nessuna analisi automatica dell’attenzione o dello stato d’animo in classe, che dal 2 agosto è vietata anche dal regolamento europeo. L’altra idea da prendere è la più semplice e la più efficace: l’obbligo di dichiarare l’uso. Se un elaborato, una relazione o una circolare sono stati preparati con un aiuto automatico, va scritto. Vale per gli studenti, e chiedere che valga anche per gli adulti è ciò che rende la regola credibile invece che un’arma disciplinare a senso unico. Portatelo in collegio come punto autonomo a settembre: mezz’ora di discussione ora costa molto meno di un ricorso a giugno su una valutazione contestata.

D.R.

Fonte: Hardware Upgrade

Fornitori

Un modello potente è diventato gratuito, e il preventivo che vi arriverà avrà la voce più cara nascosta

Moonshot AI ha reso liberamente disponibili i pesi di Kimi K3, un modello che nelle valutazioni indipendenti si colloca subito dietro ai principali sistemi americani: chiunque può quindi installarlo e farlo funzionare su macchine proprie, senza pagare una licenza. Usato invece a consumo costa circa 0,60 dollari per milione di token in ingresso, l’unità con cui si misura il testo dato in lettura, contro i 5,00 dollari di Claude e i 2,00 di Gemini. L’analisi osserva che la gratuità riguarda un solo strato della dipendenza: restano le macchine su cui il modello gira e lo sviluppo dei modelli futuri. Il Sovereign AI Index ha censito 139 progetti pubblici in 56 Paesi, un terzo dei quali basati sui modelli aperti di Meta, e nessuno finora costruito su un modello cinese.

Il commento. La proposta arriverà anche a voi, probabilmente da un fornitore che già conoscete, e suonerà così: installiamo il sistema sul server della scuola, i dati degli alunni non escono e la licenza non costa niente. La prima parte è vera ed è un vantaggio reale quando si trattano dati di minori. La seconda è dove si perde il bilancio. Chiedete una cosa sola, per iscritto, prima di deliberare: il costo totale a tre anni, comprensivo della macchina adatta a far funzionare il modello, del consumo elettrico, di chi lo aggiorna e di chi interviene quando smette di funzionare in periodo di scrutini. Poi mettetelo accanto alla spesa di un servizio a consumo, che per una scuola sta nell’ordine di poche decine di euro al mese. Nella maggior parte dei casi il conto non torna, perché la licenza gratuita era la voce più piccola dell’elenco. C’è un caso in cui invece torna, ed è preciso: quando il dato non deve uscire dalla vostra rete per obbligo, ad esempio su certificazioni, relazioni riservate o documentazione di alunni con disabilità. Lì non state comprando un risparmio, state comprando una garanzia, e va valutata come tale insieme al responsabile della protezione dei dati. Se il fornitore ve la presenta come risparmio, chiedetegli i conti a tre anni: è la domanda che chiude da sola la maggior parte di queste proposte.

D.R.

Fonte: Agenda Digitale

Dati

Le centrali telefoniche diventano piccoli data center, e la domanda da fare ai fornitori è in quale Paese girano i dati

FiberCop ha annunciato la trasformazione delle proprie centrali telefoniche in oltre cento data center di prossimità distribuiti in Italia, con l’obiettivo di portare capacità di calcolo e servizi di intelligenza artificiale vicino a chi li utilizza. Il primo impianto è attivo a Roma, mentre nei prossimi mesi sono annunciate aperture a Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. La finalità dichiarata è ridurre la latenza, cioè il tempo di andata e ritorno dei dati, per applicazioni che devono rispondere in tempo reale. Fra i destinatari indicati ci sono imprese, pubbliche amministrazioni e territori, con applicazioni citate in ambito mobilità, sanità, monitoraggio ambientale e sicurezza.

Il commento. Un annuncio industriale non cambia la vostra settimana e cento centrali annunciate oggi sono una sola attiva. Quello che cambia è cosa potete chiedere ai vostri fornitori, e conviene farlo ai rinnovi di settembre. La scuola tratta dati di minori, che è la categoria su cui il Garante è intervenuto più spesso, e la domanda "in quale Paese vengono elaborati" non è una curiosità tecnica: è un’informazione che deve stare nel registro dei trattamenti e nell’atto di nomina del responsabile esterno. Al prossimo rinnovo con chi vi fornisce il registro elettronico, l’archiviazione documentale o gli strumenti di collaborazione, chiedete due cose distinte e per iscritto: dove ha sede l’azienda e dove avviene materialmente l’elaborazione. Sono spesso risposte diverse e conta la seconda. Se il contratto rimanda a una pagina web che il fornitore può cambiare quando vuole, fatevi indicare la versione e la data. L’occasione, se questi impianti arriveranno davvero, riguarda gli istituti che hanno immaginato soluzioni locali e le hanno accantonate per il costo del server e di chi lo tiene acceso: quel tipo di capacità potrebbe diventare un servizio da affittare. Non è il momento di riscrivere il piano degli acquisti su un comunicato stampa, è il momento di mettere la domanda nel prossimo confronto fra preventivi.

D.R.

Fonte: Punto Informatico

Studenti

Le frodi creditizie crescono del 23,8% e colpiscono soprattutto gli under 30: con l’istituto c’entra poco, con i vostri studenti molto

Secondo l’Osservatorio Crif-Mister Credit nel 2025 in Italia sono stati rilevati oltre 38.300 casi di frode creditizia, il 23,8% in più rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo superiore a 165 milioni di euro. L’importo medio del singolo caso è invece sceso del 10,6%, intorno ai 4.300 euro. L’aumento maggiore riguarda i giovani sotto i trent’anni, che crescono del 13,8% e rappresentano oltre un quinto dei casi totali, mentre i più esposti restano complessivamente i consumatori fra i 18 e i 40 anni. Aumentano le frodi legate alle formule di pagamento dilazionato e quelle sui mutui, che salgono del 50,1% e vengono scoperte quasi sempre solo dopo quattro o cinque anni. L’osservatorio segnala tecniche sempre più sofisticate, anche grazie all’intelligenza artificiale.

Il commento. Diciamolo con franchezza: per la gestione di un istituto questa notizia non comporta niente. Non concedete credito, non erogate prestiti, e nessun adempimento vi riguarda. Riguarda però in pieno le persone che avete davanti nelle ultime classi, e c’è un motivo per cui vale la pena passarci mezz’ora di educazione civica a settembre invece che a maggio. Il numero interessante non è la crescita dei casi, è il calo dell’importo medio. Più frodi che valgono ciascuna meno significa che costruire un’identità falsa è diventato talmente rapido da rendere conveniente farne molte piccole. È il segno di un lavoro automatizzato, ed è la stessa ragione per cui i tentativi arrivano oggi con messaggi scritti in italiano corretto, senza gli errori che per anni abbiamo insegnato a riconoscere. Se la vostra lezione sul riconoscere le truffe si basa ancora sugli errori di grammatica, è da rifare. Le due cose da dire in classe sono concrete. La prima: i pagamenti a rate offerti negli acquisti online sono contratti di credito a tutti gli effetti, restano scritti nelle banche dati e un ritardo pesa quando fra qualche anno servirà un finanziamento vero. La seconda: le frodi da furto d’identità si scoprono con anni di ritardo, quindi documenti e codici fiscali fotografati e mandati in chat non diventano innocui col tempo, diventano più pericolosi. Per chi si occupa di orientamento e alternanza, è anche un modo per far vedere che l’educazione finanziaria non è una materia astratta.

D.R.

Fonte: ANSA

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